Non voglio parlare sulla necessità della dieta post vacanze. Ci hanno già pensato
i mass-media facendoci sentire in colpa per quel chilo in più accumulato
nel meritato riposo, pinguedine che ora rende quel tal vestito, che l’anno prima
ci stava così bene, un po’ stretto se non proprio da rimettere in armadio, in attesa
di… tempi migliori. Consigli, diete ipocaloriche, strani marchingegni da
usare in casa, prodotti che sembrano far miracoli…
Io sto parlando di un’altra veste che dopo le vacanze spesso ci sta stretta: quella
battesimale. E’ difficile tornare ad indossarla, senza che si strappi. Che fatica
ri-entrare in quei normali ritmi del vivere cristiano, che scandiscono il nostro
cammino di fede, fatto di quotidianità e fedeltà.
Molte volte, durante l’estate, mi sono chiesto se la preghiera quotidiana non
abbia lasciato il posto ad altro, se la celebrazione della confessione sia stata
messa in soffitta e da riprendere, per obbligo, con il catechismo (almeno per i
nostri ragazzi), mi domando ancora se l’incontro con Gesù Eucaristia nella
messa domenicale non sia stato ripiegato come con gli abiti da lavoro quando
si parte in vacanza.
Come faremo ad entrarci senza danni? Lo specchio dell’anima non ci restituirà
forse un’immagine della vita spirituale un po’ penosa? A quale rimedio ci dovremo
affidare per recuperare l’autostima della nostra fede? Non rischiamo di
vivere la fede da ottobre a maggio (con al suo interno grandi spazi di manovra)
offrendo di noi stessi una caricatura del cristiano?
L’ozio nella vita spirituale deposita una pinguedine nella propria anima che
solo la misericordia di Dio riesce a togliere, per poter indossare, senza fatica,
la veste battesimale.
Ripartono le numerose attività, in particolare con la messa delle ore 9.30 del
12 ottobre. E penso: ritorniamo dal nostro amico Gesù, grandi e piccoli, come
se niente fosse? Per un qualsiasi nostro amico permetteremmo questo? Sapremo
riprendere il cammino di fede senza strappi muscolari di un’anima forse
impigrita da un’estate disimpegnata spiritualmente?
Noi siamo certi che Lui ci accoglie, ma da parte nostra una stiratina alla veste
battesimale dobbiamo dargliela, ché almeno che non si vedano le pieghe “da
cassetto”.
Recuperare i “tempi di Dio e per Dio” vorrà dire ritornare con fiducia, nella
propria comunità, a lasciarsi guidare dal Buon Pastore, che si fa presente nella
Parola, nei Sacramenti, nella Carità e… nella sua povera edizione storica che è
il vostro parroco quando, in Persona Christi, spezza il Pane e la Parola, assolve
dai peccati, consola, corregge…
Riprendiamo con speranza il nostro cammino, coscienti delle sue asperità ma
altrettanto certi dell’azione dello Spirito Santo: è lui il nostro allenatore interiore
o, come affermavano i Padri della Chiesa, il medico interiore. Lasciamoci
curare per guarire.
Don Luciano