Nicodemo apparteneva alla sétta dei farisei, i peggiori
nemici di Gesù! Eppure, anche tra loro alcuni
erano sinceri e di buona fede e lui ci viene presentato
come l’uomo onesto che riconosce, senza pregiudizi,
le manifestazioni della divinità di Gesù.
L’evangelista Giovanni ci racconta che Nicodemo
venne di notte a trovare Gesù, riconoscendolo inviato
da Dio; è ancora notte quando si allontana da
Cristo, non ancora convertito ma avviato sulla via
della verità e della giustizia. Infatti lo ritroviamo al
processo di Gesù mentre lo difende coraggiosamente davanti al sinedrio e, con ancora
più coraggio, dopo la condanna del Calvario, quando tutti sono fuggiti e hanno rinnegato
il Maestro, si reca da Pilato per chiederne il corpo. Nicodemo offre circa cento
libbre di aloe e mirra per la sepoltura di Gesù, corrispondente, più o meno, a 30 Kg,
quantità che veniva destinata all’imbalsamazione di re e sovrani. Dopo gli episodi
della passione non si sa nulla di lui, di questo israelita che cercava la verità: nato una
seconda volta come gli diceva Gesù, con acqua e con lo Spirito, cioè battezzato dagli
apostoli stessi, si crede abbia coronato la sua vita con il martirio. Nicodemo viene
associato ad un altro fariseo, Giuseppe d’Arimatea, ricco per censo ma anche di buoni
propositi: anche lui cercava la Verità e la riconosce nell’uomo di Nazareth, che inutilmente
cerca di assolvere dalle accuse dei giudei. Con Nicodemo è ai piedi della croce,
intento a deporre il corpo del crocifisso e porlo nel sepolcro, da lui stesso messo a
disposizione. Per questo suo schierarsi in difesa di Gesù, la leggenda lo vuole imprigionato,
ma miracolosamente liberato e riportato ad Arimatea. Altri lo immaginano
missionario in Francia, Spagna e Inghilterra, custode di un’ampolla contenente il sangue
di Cristo.