Leopoldo nacque a Castelnuovo di Cattaro, in Montenegro il 12 maggio 1866, penultimo dei sedici figli di una famiglia cattolica croata: al battesimo ricevette il nome di Bogdan Ivan (Adeodato Giovanni). A Castelnuovo prestavano la loro opera, fin dal 1688, epoca del dominio della Repubblica di Venezia, i frati francescani Cappuccini della Provincia Veneta: fu frequentando l’ambiente dei frati che il piccolo Bogdan manifestò il desiderio di entrare nell’Ordine dei Cappuccini. Fu accolto nel seminario di Udine e poi, diciottenne, al noviziato di Bassano del Grappa, dove vestì l’abito francescano, ricevendo il nuovo nome di “fra Leopoldo” e impegnandosi a vivere la regola e lo spirito di san Francesco d’Assisi. Il 20 settembre 1890, nella basilica della Madonna della Salute a Venezia, fu ordinato sacerdote. Di intelligenza aperta, padre Leopoldo Mandić aveva una buona formazione filosofica e teologica e per tutta la vita continuerà a leggere i padri e i dottori della Chiesa. Sin dal 1887, si era sentito chiamato a promuovere l’unione dei cristiani orientali separati con la Chiesa cattolica. Nella prospettiva di un ritorno nella terra natia come missionario, si dedicò all’apprendimento di diverse lingue slave, compreso un po’ di greco moderno. Fece domanda di partire per le missioni d’Oriente nella propria terra, secondo quell’ideale ecumenico, divenuto poi voto, che coltiverà fino alle fine dei suoi giorni, ma la salute cagionevole sconsigliò i superiori dall’accettare la richiesta. Infatti, a causa dell’esile costituzione fisica e di un difetto di pronuncia, non poteva dedicarsi alla predicazione. O DIO NOSTRO PADRE, CHE IN CRISTO TUO FIGLIO, MORTO E RISORTO, HAI REDENTO OGNI NOSTRO DOLORE E HAI VOLUTO SAN LEOPOLDO PATERNA PRESENZA DI CONSOLAZIONE, INFONDI NELLE NOSTRE ANIME LA CERTEZZA DELLA TUA PRESENZA E DEL TUO AIUTO. AMEN.