Laura nasce il 5 aprile 1891 a Santiago del Cile; la morte improvvisa del
padre lascia la madre in attesa di una seconda figlia. La donna, contro la
fame e la disperazione decise di trasferirsi, con le due figliolette, in territorio
argentino dove era stato avviato lo sfruttamento del territorio da parte di
audaci colonizzatori. Nella tenuta di uno di questi, Manuel Mora, di cui divenne
l’amante, la madre trovò la possibilità di lavorare e di garantire il necessario
alle sue bimbe, affidandole alle Figlie di Maria Ausiliatrice che, a
Junín de los Andes, avevano una missione con un piccolo collegio: nel nuovo
ambiente Laura si trovò a suo agio ma capì sempre più che la madre viveva
in una situazione civilmente irregolare e contraria alla Legge di Dio. La
sua profonda sofferenza si fece particolarmente acuta, quando vide che, in
occasione della sua Prima Comunione, la mamma non si accostò ai Sacramenti.
L’intima sofferenza che l’affliggeva non traspariva all’esterno, anche
se si faceva particolarmente amara in determinati momenti. Laura soffriva
particolarmente durante le vacanze, trascorse in casa del compagno della
madre, che aveva posto anche su di lei i suoi interessi. Con la cresima Laura
colse l’occasione per chiedere di entrare tra le Figlie di Maria Ausiliatrice
ma la domanda non fu accolta a causa dell’irregolare situazione familiare.
Allora maturò un suo progetto: per ottenere dal Signore il ravvedimento della
madre, nell’aprile del 1902, prese la decisione di offrire a Gesù la sua
stessa vita, dopo essersi consacrata a Lui con i voti privati di castità, povertà
e obbedienza. Nel giro di un anno la sua salute declinò sempre di più: la
madre, informata, si stabilì con lei in un alloggio privato. Nel gennaio 1904
il Mora venne a visitarla, decidendo poi di passare la notte nella stessa abitazione,
ma Laura reagì energicamente: «Se egli si ferma qui, io me ne vado
in collegio dalle suore». E così fece benché stremata dal male: uscì di stanza
e s’incamminò verso il collegio; il Mora la inseguì e la percosse spietatamente.
Arrivata in collegio, chiese del suo direttore spirituale, si confessò e rinnovò
l’offerta della sua vita per la conversione della madre: il 22 gennaio, a
13 anni, ricevette per l’ultima volta l’Eucaristia. A sera chiamò la madre e le
rilevò il segreto: «Mamma, io muoio. Io stessa l’ho chiesto a Gesù. Sono
quasi due anni che gli ho offerto la vita per te, per ottenere la grazia del tuo
ritorno alla fede». La madre giurò allora di cambiare la vita. «Grazie, Gesù!
Grazie, Maria! Ora muoio contenta», furono le sue ultime parole e serenamente
spirò. Al funerale della ragazza la mamma si riconciliò con Dio.