Parole di devozione semplice e profonda: “Il Rosario è la preghiera che accompagna sempre la mia vita; è anche la preghiera dei semplici e dei Santi… È la preghie- ra del mio cuore”. Sono parole scritte da Francesco come prefazione al piccolo libro Il Rosario. Preghiera del cuore di padre Yoannis Lahzi Gaid, che lavora nella sua segreteria. Dimostrano quanto il Santo Padre abbia a cuore una preghiera fondamentale per i fedeli. Si era ben capito il 17 novembre 2013 quando all’Angelus della domenica, il Papa consigliò (e, poi, fece distribuire) ai pellegrini in piazza San Pietro una medicina spirituale: la Misericordina. Nella confezione, simile in tutto a quella di un farmaco, c’erano il “bugiardino” (il foglietto con le istruzioni) e, appunto, un rosario, quei “50 grani per il cuore” che fanno «bene al cuore, all’anima, a tutta la vita». E che Francesco ama regalare alle persone che incontra. Ma cos’è il rosario? Il rosario è prima di tutto una preghiera Attenzione alle parole. Il Rosario (dal latino rosarium, cioè rosaio, una ghirlanda di rose offerta alla Madonna) con la “r” maiuscola è la preghiera tipica della tradizione cristiana, che si recita utilizzando la corona detta rosario, con la “r” minuscola. Nato in epoca medievale e promosso, in seguito, dai domenicani, il Rosario ebbe rapida diffusione grazie alla facilità con cui si poteva pregare. Fu anche chiamato il Vangelo dei poveri, perché permetteva agli analfabeti di meditare sui misteri cristiani senza bisogno di leggere. A dare forte impulso alla sua diffusione sono state le apparizioni a Lourdes del 1858 nelle quali la Madonna aveva sul braccio destro un rosario con grani bianchi uniti da una catenella d’oro. I grani servono a tenere il conto delle preghiere che si recitano. Il rosario usato di solito è costituito da una croce a cui seguono due grani grossi, separati da tre grani piccoli. Finita questa parte, inizia la corona vera e propria formata da 50 grani piccoli, divisi in cinque decine separate da un grano grosso. Che cosa sono i venti “misteri” Su ogni decina di grani si medita un mistero, cioè un momento significativo della vita di Gesù. I misteri del Rosario sono venti: cinque gaudiosi (Annunciazione, visita della Vergine Maria a Santa Elisabetta, nascita di Gesù, presentazione di Gesù nel tempio, ritrovamento di Gesù nel tempio); cinque luminosi (battesimo di Gesù nel Giordano, nozze di Cana, annuncio del regno di Dio, Trasfigurazione, istituzione dell’Eucaristia. Questi misteri sono stati introdotti da Giovanni Paolo II nel 2002); cinque dolorosi (agonia di Gesù nell’orto degli ulivi, flagellazione, l’incoronazione di spine, Gesù è caricato sulla Croce, crocifissione e morte di Gesù); cinque gloriosi (risurrezione di Gesù, Ascensione di Gesù al Cielo, discesa dello Spirito Santo, Assunzione di Maria, incoronazione di Maria). Ciascun “giro” di corona permette di meditare e pregare su cinque misteri. La recita di un Rosario completo prevede, dunque, la recita (di seguito o in momenti diversi della giornata) di quattro corone. Solitamente se ne recita una al giorno e, in base al giorno della settimana, si mediterà su uno dei quattro gruppi di misteri: gaudiosi il lunedì e sabato; dolorosi il martedì e venerdì; gloriosi il mercoledì e domenica; luminosi il giovedì. Come si recita una corona Esistono varie consuetudini, ma la recita più diffusa del “Rosario” inizia con il segno della Croce e l’invocazione “O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto”. Poi, tenendo in mano la Croce, si recita un “Credo”, e si passa quindi al primo grano grande per un “Padre Nostro”; sui tre grani piccoli si recitano tre “Ave Maria” e sul grano grosso seguente un “Gloria al Padre”. Finita questa parte d’ingresso, si arriva alla corona vera e propria. Si enuncia il primo mistero, si fa una pausa di meditazione, e quindi si recita un “Padre Nostro”, poi dieci “Ave Maria” (una per ogni grano piccolo), un “Gloria al Padre” e volendo un’invocazione (quella di Lourdes, per esempio: «Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia. Amen»). La struttura si ripete per gli altri quattro misteri, fino a completare la corona. La recita si conclude con un “Salve Regina”, si possono aggiungere le Litanie lauretane, e il segno della Croce