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AI GENITORI DEI RAGAZZI CHE FREQUENTANO IL CATECHISMO

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Il mese di settembre con l’inizio dell’attività scolastica, ripropone anche l’iscrizione al catechismo. Questo momento, molte volte scontato e dato per normale, di fatto riveste una importanza fondamentale per la vita dei ragazzi. Infatti il catechismo è il cammino attraverso il quale si diventa cristiani.

Questo cammino per essere vero  deve coinvolgere, oltre gli interessati, anche le energie umane e le presenze educative che maggiormente interagiscono nello sviluppo del ragazzo.

Tutto questo cosa comporta?

Comporta il coinvolgimento di voi genitori, prima di tutto, in quanto siete i primi responsabili dell’educazione dei vostri figli, poi quello della comunità che, obbedendo al comando del suo Signore, sente su di sé il mandato di “Andate e ammaestrate…”(cfr Mt 28,19), donando tempo, energie e generose presenze.

Infine vi sono i catechisti, persone che dentro la comunità, per scelta generosa e per mandato del Parroco, a nome della stessa comunità, si assumono l’incarico di trasmettere e far conoscere la Persona e la Parola di Gesù.

Ecco allora che, accettando la proposta di catechismo come cammino fatto accanto alla famiglia, attraverso il quale si diventa cristiani e dentro il quale c’è la preparazione ai grandi Sacramenti della Fede, questa Parrocchia vi chiede di condividere il cammino che essa vuole fare con e per i vostri ragazzi.

Esso propone contenuti diversi e complementari, e si fonda su questi tre elementi costitutivi:

 

  1. La dimensione familiare. Come sopra detto, in forme diversificate secondo l’età, l’iniziazione alla fede dei ragazzi richiede la vostra partecipazione e il vostro coinvolgimento. E’ vostro diritto-dovere essere parte attiva nella loro educazione religiosa come lo siete nell’educazione generale. Ecco perchè la vostra assenza rende non solo precario il cammino di fede dei ragazzi, ma addirittura vanifica l’azione del catechismo.
  2. La dimensione comunitaria. L’iniziazione cristiana avviene nella comunità e con la comunità. La Parrocchia diventa perciò il luogo privilegiato del cammino di fede. Per  Parrocchia si intende una precisa comunità cristiana a cui si fa riferimento non solo per l’ora di catechismo, ma soprattutto per la Santa Messa della domenica, che è  il momento qualificante la fede, perché nel giorno del Signore avviene l’incontro di Cristo con la comunità. Per questo motivo il catechismo senza la partecipazione al momento celebrativo domenicale  si svuota di ogni significato. Accanto al catechismo, un’altra straordinaria opportunità di crescita è l’offerta di partecipazione alla vita associativa presente in Parrocchia: ACR, Scouts, chierichetti e coro dei ragazzi.
  3. La formazione alla globalità della vita cristiana. Si tratta non solo di fornire semplici nozioni di immediato utilizzo come preparazione ai Sacramenti, ma di porre i fondamenti dell’esperienza cristiana, come la personale adesione a Cristo, l’ascolto della Sua Parola, l’esperienza dell’incontro sacramentale con Lui nella Chiesa, il senso di appartenenza ad una comunità cristiana, i valori etici che dal Vangelo derivano, l’educazione alla preghiera e alla testimonianza.

 

Come parroco, e perciò responsabile di fronte a Dio di questa Comunità cristiana, ritengo che la frequenza regolare al catechismo e la partecipazione alla Messa domenicale siano necessarie fondamenta per un serio cammino di fede, coerente con la scelta battesimale da voi fatta per i vostri figli.

Permettete inoltre che, per amore di sincerità e verità, vi confidiamo la nostra preoccupazione per le troppe assenze di molti ragazzi al catechismo e alla Messa domenicale. La regolarità nella vita, in tutti i suoi appuntamenti, anche in quelli della fede, è sempre segno di maturità: non vogliamo formare cristiani di facciata, ma ragazzi che camminino incontro al Signore avendo accanto a sé la prima comunità, cioè i propri genitori, e la comunità cristiana che è la Parrocchia.

Quello che cerchiamo di fare è per il bene dei nostri ragazzi, convinti come siamo che la fede in Cristo è la più grande ricchezza che possiamo loro donare.

 

 

don Luciano