Silea è compresa in un territorio ricco di acque.
A sud tutto il comune di Silea è lambito dalle acque del Sile, da nord-ovest scende il Melma che attraversa Lanzago e tutto il capoluogo, mentre Cendon è attraversato dal Nerbon, braccio destro della biforcazione del Mignagola che ad un certo punto si divide formando a sinistra il Musestre ed a destra appunto il nostro breve Nerbon. Il Sile, il Melma ed il Mignagola-Nerbon sono tutti fiumi di risorgiva. Il nostro territorio è caratterizzato da una molteplicità di vene d’acqua che fuoriescono spontanee e danno vita a questi fiumi. Le acque che seguendo misteriosi percorsi si raccolgono nelle risorgive che formano il Sile e tutti i suoi affluenti sono quelle del Brenta e del Piave.
Da sempre la presenza dell’acqua ha consentito l’insediamento dell’uomo ed il sorgere di paesi e città; da secoli la forza dell’acqua è stata incanalata e utilizzata per far funzionare macine grandi e piccole.

Sul finire dell’epoca della Serenissima Repubblica sui nostri fiumi si potevano contare quasi 400 ruote da mulino. Per tanto tempo il Sile ha consentito il trasporto di tutti i generi di merci tra Treviso e Venezia e la storia dei Burci, dei barcari, dei carrioti, delle restere e di tutte le attività che lungo il fiume principale hanno connotato tante vite, fa parte delle nostre memorie e della nostra identità.

Per tanto tempo in tutti i corsi d’acqua si è andati a pesca, si sono fatte crescere nidiate di anatre, si sono raccolte erbe spontanee.
Oggi andiamo a passeggio lungo il fiume principale ammirando il panorama.
Domani sarebbe bello poter passeggiare anche lungo il Melma e lungo il Nerbon, sarebbe bello che appena fuori città un’area verde, ricca di tutte le caratteristiche ambientali, si affiancasse al parco dello Storga per offrire percorsi dentro la natura tipica delle nostre parti.