Lunedì scorso a Cendon per la prima volta si sono riuniti i tre Consigli Pastorali Parrocchiali (CPP) con i consigli della collaborazione (CCP) per iniziare un percorso che ha come obiettivo finale “una collaborazione pastorale stabile e riconosciuta dal Vescovo” delle tre parrocchie del comune di Silea. Scherzando uno dei preti mi diceva che “sarà difficile far suonare tre campanili assieme”! Al di là della simpatica battuta, quello di lunedì è stato un momento prezioso per “guardarci in faccia” e cercare di capire che tipo di chiesa il Signore ci chiede di annunciare e che chiesa i nostri figli e nipoti si ritroveranno tra dieci-vent’anni. Questo dipenderà molto da alcuni fattori: la presenza inevitabilmente ridotta dei sacerdoti, una comprensione rinnovata del sacerdozio laicale, una maggiore apertura missionaria, uno stile di prossimità evangelico e forse anche uno stile pastorale più essenziale della vita delle parrocchie: non perché alcune attività fatte finora non vadano più bene, ma che le stesse possano cedere il passo ad altre più condivise. Non è un segreto che la presenza dei sacerdoti è in netto calo e quelli che ci sono (a parte l’età media) si devono distribuire in più parrocchie: se da una parte questo è un aspetto nuovo e al quale non siamo stati preparati adeguatamente, dall’altra è una grande opportunità perché il fedele laico riscopra il suo essere parte attiva nella comunità in forza del battesimo. Sarà inevitabile in un prossimo futuro (e già in parte avviene) riflettere seriamente sui “ministeri laicali” nella vita della Chiesa. Potrei apparire scontato, ma la chiesa non è fatta da soli preti. Risulta ancor più chiaramente (anche per i ripetuti appelli papali) che ci sarà da assumere sempre più una logica missionaria nelle scelte pastorali. Una domanda alla quale dovremo rispondere come collaborazione sarà questa: quello che stiamo facendo serve a preservare l’esistente o appartiene ad un progetto più ampio che comprende “l’uomo che scendeva da Gerusalemme a Gerico”? Quindi in questa prima serata oltre a scrutare volti più o meno conosciuti, abbiamo affrontato il documento del vescovo su “ Orientamenti e norme per le collaborazioni pastorali”: un documento molto articolato ma che ha offerto a tutti noi presenti indicazioni chiare su come siamo chiamati a procedere con gradualità e risolutezza. Non si tratterrà di “livellare” esperienze che in parte sono il frutto di un cammino secolare di ciascuna comunità, ma di mettere in comune le ricchezze delle singole parrocchie in uno stile di conversione e convergenza. Un primo passo è stato fatto. Ora è da tracciare con fiducia la strada, certi che lo Spirito Santo, dono del risorto è già… qualche passo avanti a noi e ci attende.

Don Luciano