Nella piccola celletta del convento padovano padre Leopoldo spenderà ogni momento del suo ministero sacerdotale, nell’ascolto sacramentale delle confessioni e nella direzione spirituale. All’inizio di aprile 1942 il frate fu ricoverato all’ospedale: ignorava di avere un tumore all’esofago. Rientrato in convento continuò a confessare, pur in condizioni sempre più precarie. Com’era solito fare, il 29 luglio 1942 confessò senza sosta, trascorrendo poi gran parte della notte in preghiera. All’alba del 30 luglio, nel prepararsi alla santa messa, svenne. Riportato a letto, ricevette il sacramento dell’unzione degli infermi; pochi minuti dopo, mentre recitava le ultime parole della Salve Regina, tendendo le mani verso l’alto, spirò. La notizia della morte di padre Leopoldo si diffuse rapidamente a Padova. Per un paio di giorni una folla ininterrotta, nonostante la guerra in corso, passò al convento dei Cappuccini per rendere omaggio alla salma del confessore, già santo per molte persone. Sepolto nel Cimitero Maggiore di Padova, nel 1963 il corpo venne traslato in una cappella presso la chiesa dei Cappuccini. La fama dei numerosissimi miracoli lo portò alla canonizzazione nel 1983. DIO DELLA TENEREZZA E DEL PERDONO, CHE IN SAN LEOPOLDO CI HAI DATO UN’IMMAGINE PERFETTA DELLA TUA INFINITA MISERICORDIA, FA’ CHE PER SUA INTERCESSIONE SEGUIAMO GLI INSEGNAMENTI DEL VANGELO E SPERIMENTIAMO NELLA PROVA IL SOCCORSO DELLA TUA BONTÀ PATERNA. AMEN