Benedetto XVI candidamente ha confessato di recitare la corona così come
faceva da bambino con i suoi genitori, deludendo chi immaginava il grande
teologo alle prese con un metodo più elevato e culturalmente più impegnato!
Nei suoi incontri ha sempre promosso e raccomandato, specialmente ai giovani,
la recita del Rosario: la propone come preghiera eminentemente cristologica
che, con il ripetere delle parole, è in grado di “cullare” l’anima, di trasmettere
serenità, permettere la concentrazione sulla figura di Maria e la vita di Gesù,
per raggiungere la contemplazione di Dio.
In visita al Santuario di Pompei ha definito la recita della corona come scuola
di contemplazione e silenzio, lasciandosi condurre per mano dalla Vergine Maria
a contemplare il volto di Cristo. “Nel mondo attuale così dispersivo, questa
preghiera aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava
interiormente tutto ciò che si diceva del suo Figlio e poi quello che Egli
faceva e diceva. Quando si recita il Rosario si rivivono i momenti importanti e
significativi della storia della salvezza……Ci aiuti Maria ad accogliere in noi
la grazia che promana da questi misteri, affinché attraverso di noi possa
“irrigare” la società, a partire dalle relazioni quotidiane e purificarla da tante
forze negative aprendola alla novità di Dio. Il Rosario quando è pregato in
modo autentico, non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e
riconciliazione. Contiene in sé la potenza risanatrice del Nome santissimo di
Gesù, invocato con fede e con amore al centro di ogni Ave Maria”. Pellegrino
a Fatima papa Ratzinger disse: “Qui, dove tante volte ci è stato chiesto di recitare
il Rosario, lasciamoci attrarre dai misteri di Cristo, i misteri del Rosario
di Maria. Nel meditare i misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi, mentre
recitiamo le «Ave Maria», contempliamo l’intero mistero di Gesù,
dall’Incarnazione fino alla Croce e alla gloria della Resurrezione; contempliamo
l’intima partecipazione di Maria a questo mistero e la nostra vita in
Cristo oggi, che pure si presenta tessuta di momenti di gioia e di dolore, di ombre
e di luce, di trepidazione e di speranza. La grazia invade il nostro cuore suscitando
il desiderio di un incisivo ed evangelico cambiamento di vita in modo
da poter dire con San Paolo: «Per me il vivere è Cristo», in una comunione di
vita e destino con Cristo