Madre Teresa di Calcutta, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu, era nata il 26 agosto 1910 a Skopje, oggi Macedonia, da una famiglia cattolica albanese. A 18 anni decise di entrare nella Congregazione delle Suore di Loreto che la inviarono a Calcutta come insegnante. La vita condotta all’interno dell’elegante collegio le impedì per molti anni di conoscere l’altro volto della città indiana, quartieri miserabili considerati la discarica del mondo. L’occasione le fu offerta con la trasferta per gli esercizi spirituali: gli odori acri e i moribondi incontrati lungo il viaggio le fecero risuonare nella mente, per tutta la notte, l’invocazione di Cristo in croce: ho sete! Nacque in lei una seconda vocazione: lei doveva lasciare il convento per dedicarsi ai poveri più poveri, quel genere di persone che non sono niente, che vivono ai margini di tutto, il mondo dei derelitti che ogni giorno agonizzavano sui marciapiedi di Calcutta, senza neppure la dignità di poter morire in pace. Abbandonata la congregazione con poche rupie e un sari bianco orlato di blu in onore di Maria, fonda la famiglia religiosa delle Missionarie e dei Missionari della Carità: I thirst (ho sete), c’è scritto sul crocifisso della Casa Madre e in ogni cappella delle case fondate dalla santa in ogni parte del mondo. Attiva e contemplativa madre Teresa si autodefiniva la piccola matita di Dio, un piccolo e semplice strumento nelle Sue mani.