Perduto il marito a seguito di un incidente di caccia, a 29 anni la baronessa
de Chantal seppe affrontare con coraggio l’educazione dei sei figli,
trovando il tempo anche per poveri ed ammalati. Nacque in lei il desiderio
di consacrazione, ma ne fu impedita dal suo confessore, incapace di
comprenderne la vocazione. Decisivo fu l’incontro col vescovo di Ginevra
Francesco di Sales, che la seppe guidare con vera sapienza: dopo aver
saggiato lo zelo e l’obbedienza della donna, il santo le espose il progetto
di una nuova fondazione, rendendola fondatrice di un nuovo Ordine
monastico, quello della Visitazione, presente da un secolo anche a Treviso.
Di fronte al notaio firmò un atto con il quale si spogliava di tutti i
beni in favore dei figli. Lasciata la famiglia e partita per Annecy insieme
a due compagne, entrò nella piccola ed umile «casa della Galleria», culla
dell’Ordine. Rimarrà sempre “madre”, continuando ad amare profondamente
e teneramente la sua famiglia: soltanto la figlia Francesca le sopravviverà
tra figli, fratelli, generi e nuora. Perciò Dio diventa per lei
l’unica ricerca, l’unico fine della sua nuova vita. Alla scomparsa di
Francesco di Sales, Giovanna si trova sola alla guida della nuova famiglia
religiosa; si fa pellegrina sulle strade di Francia, fondando ben 87
case visitandine. Consumata «nell’amore di opera e nell’opera di amore
», come usava dire, si spegne il 13 dicembre 1641 nel monastero di Moulins.