Questo santo, proclamato Dottore della Chiesa, era entrato, ventenne, tra i carmelitani,
in un’epoca in cui la vita religiosa era molto rilassata. Deciso ad abbandonare
l’Ordine venne convinto, dalla concittadina Teresa d’Avila, a metter
mano alla riforma del Carmelo, riportando la vita religiosa alla limpidezza originaria:
questo gli costò l’espulsione e il carcere da parte dei confratelli! Le sofferenze
che subì gli insegnarono a scoprire il mistero della croce e ad avanzare
sulla strada della più alta contemplazione e della vita mistica. Di questa descrisse
le tappe nelle opere di teologia mistica che la Chiesa addita come sicura
dottrina a tutti i fedeli: Salita al Monte Carmelo, Notte oscura dell’anima, Cantico
spirituale. Serio e austero era spesso oggetto degli scherzi di santa Teresa,
di 23 anni più vecchia, che lo stimava enormemente. Il valore della poesia
spirituale di san Giovanni della Croce è dato dal fatto che l’autore dimostra di
aver sperimentato tutti i gradi della della contemplazione e di aver sofferto spaventose
aridità spirituali, giungendo all’unione con Dio attraverso la notte oscura dell’anima.