Domenica prossima (20 novembre) si chiude l’Anno Liturgico con la Solennità
di Cristo Re dell’universo. E’ stato un anno impegnativo soprattutto alla luce
del Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco che
si chiude oggi. Da parte nostra di domenica in domenica abbiamo ascoltato e
riflettuto sul Vangelo di San Luca che ci ha accompagnato sui sentieri della
misericordia di Dio fattasi volto in Gesù. Domenica 20 si celebra anche la
Giornata del Seminario della nostra diocesi. Penso che non serva spiegare
cos’è il Seminario Diocesano… se non ridire che è il luogo dove alcuni giovani
si preparano a diventare sacerdoti per le nostre comunità e offre ai ragazzi
della medie e superiori un luogo dove scoprire, attraverso il discernimento, se
il Signore ha per loro questo grande progetto di vita. Perché ne parlo allora?
Per ricordare che la colletta di quella domenica andrà a questa nostra istituzione?
Forse è necessario partire un po’ più da lontano. Il Seminario Diocesano ci
appartiene, è parte della nostra Chiesa locale, i sacerdoti di cui abbiamo goduto
e apprezzato la presenza in tutti questi anni sono “passati” di là, nel nostro
seminario hanno studiato, si sono interrogati, hanno pregato, fatto esperienza
di comunità e comunione… poi una volta consacrati sono stati inviati alle comunità.
Alle spalle hanno spesso una famiglia normalissima, loro stessi non
sono eroi e a volte, prima del grande passo, hanno “lottato” con Dio. Sono uomini
e tali rimangono pur nella consapevolezza di appartenere a Dio e ai fratelli
(per questo non si sposano) e condividere con loro tutta la vita (come nel
matrimonio). In questi ultimi tempi non possiamo non notare il vistoso calo di
vocazioni alla vita consacrata in generale. Ci si lamenta che non ci sono sacerdoti,
che molte comunità cristiane devono “dividerselo” e, nel giro di pochi
anni forse dovremo cambiare anche la vita delle comunità cristiane dove al
sacerdote sarà richiesto di farsi carico di più di una parrocchia (come di fatto
sta già avvenendo in molti casi). Pessimismo? Non credo proprio! Però c’è da
riflettere. Se è comprensibile il disagio di non avere più un prete a tempo pieno
per la propria comunità (già ora la figura del cappellano è rarissima), d’altra
parte forse dovremo chiederci quanto abbiamo pregato per le vocazioni, quanto
abbiamo chiesto al Signore che un nostro figlio diventasse prete. Quali messaggi
passiamo noi adulti ai nostri figli circa il loro futuro. Io sono certo che il
Parrocchia San Michele Arcangelo in Silea
“IL SIGNORE GIUDICHERÀ
IL MONDO CON GIUSTIZIA

DOMENICA 13 NOVEMBRE 2016
XXXIII DEL TEMPO ORDINARIO
Signore ha cura della sua Chiesa e che continui a chiamare qualche nostro giovane
a donarsi per un bene grande, inimmaginabile! Ma forse preferiamo essere
“duri d’orecchi” di fronte agli appelli di Dio, anche se siamo realmente felici
quando un giovane diventa prete… ma basta però che non sia mio figlio. Cari
genitori neppure immaginate la gioia di avere un figlio sacerdote, è una gioia
che il Signore dona a chi è generoso con lui. Un figlio sacerdote non è un figlio
“perso”, ma doppiamente ricevuto e donato. Ma arrivare a questa meta significa
cominciare ad avere stima e affetto per i propri preti anche se, come tutti, portano
con sé limiti e contraddizioni, significa comprendere che nei progetti che ogni
genitore cristiano coltiva per i propri figli ci possa essere anche la possibilità
di una vocazione sacerdotale, significa coltivare come famiglia una vita di preghiera
e di carità che ci allena a fare la volontà di Dio più che la nostra. La mancanza
di sacerdoti non è frutto di un Dio incapace e distratto ma piuttosto di un
impoverimento della vita spirituale. Quindi non serve lamentarci perché il prete
non è dappertutto e capita che non lo si trova quando ne abbiamo bisogno. Forse
con un po’ di umiltà bisognerà ritornare a ricomprendere la propria vita e la vita
dei nostri figli come dono che contiene, nella sua trama, un progetto di Dio tutto
da scoprire. Mi risuonano nel cuore le prime parole di san Giovanni Paolo II:
“Non abbiate paura! Anzi: spalancate le porte a Cristo”. Questo è il messaggio
che desidero lasciare alla comunità di Silea nella Giornata del Seminario, soprattutto
ai nostri ragazzi e giovani.
Don Luciano