“Non dobbiamo temere di lasciare perché quel che è veramente importante non ci abbandona mai” (Dal film “Mine vaganti”). Credo che la passione educativa che si esprime con il nostro essere per, il nostro fare ed essere cristiani ruoti attorno a questa consapevolezza. Saper mettersi in gioco, abbandonare conclusioni rassicuranti per la nostra vita per accoglierne altre e gli altri, ci permette di dirci persone in cammino. Il “sicuro di sé” è spesso una persona che giudica gli altri, diventando un terribile moralista, e non si accorge di due tragedie che incombono nella sua vita: innanzitutto è schiavo delle sue sicurezze e non se ne accorge, poi risulta una persona ferma ad un capolinea dove non c’è nulla da vedere e da stupirsi. E siccome nella vita non ci si può fermare, la persona che si crede sicura di fatto regredisce. Alla fine crede di pensare con la sua testa, ma non con il vangelo in mano e nel cuore!

Nella Parola di Dio quella che noi chiamiamo fede, inizia con un “Esci dalla tua terra” detta ad Abramo, cioè lascia le tue sicurezze e cerca altri orizzonti “che Io ti indicherò”. Anche Gesù ai Dodici ha chiesto di lasciare e assumere la caratteristica di inviati…. Perché quello che doveva diventare importante per la loro vita non li avrebbe abbandonati mai.

Ecco perché il Risorto li rassicura che “Io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo”.

Alla fine del nostro anno di attività pastorali (che di fatto non cessano mai) possiamo dirci, tirando le somme, di essere stati una comunità in cammino, oppure abbiamo solo girato in tondo ritrovandoci allo stesso punto di partenza? Ci siamo limitati a ripetere stancamente e pigramente le solite cose, le solite attività, oppure ci siamo lasciati coinvolgere dalla passione per il Regno di Dio, per la persona di Gesù e la sua Parola? Sinceramente sia in me che in voi ho riscontrato entrambi gli atteggiamenti, fatti di slanci generosi e sinceri assieme a stanchezze e rigidità.

Eppure le occasioni di rimetterci in cammino sono state tante, veramente tante, ed è bello scoprire, con uno sguardo di fede, che coloro che le hanno accolte hanno fatto un passo in avanti.

Questo ripaga, di gran lunga, ogni nostra gioiosa fatica.

Don Luciano