A me la quaresima piace, e molto. Non solo perché traguarda a un mistero che con Gesù raggiunge tutti noi: la resurrezione. Mi piace in particolare quest’anno in quanto alcuni ragazzini si accosteranno alla mensa del Signore partecipando pienamente all’Eucaristia, altri più grandi riceveranno il Sigillo dello Spirito Santo conferma del loro essere battezzati (con tutto quel che comporta). Come se non bastasse la quaresima mi piace perché accade dentro un periodo cosmico dove la natura ci regala un grande spettacolo: la primavera! Il periodo quaresimale solitamente inizia con i rigori di fine inverno e normalmente termina con gli alberi di un verde che si può ammirare solo in questa fessura temporale. E credo che questo non avvenga a caso. La quaresima è una primavera della chiesa. Parte dalla nuda terra, chiusa in se stessa per ripararsi dai rigori del freddo per poi aprirsi pian piano con i primi tepori dove la vita, ancora nascosta ai nostri occhi, si prepara a risvegliarsi e riprendersi la sua rivincita in una successiva esplosione fatta di colori e profumi. Così è la quaresima, così è la vita spirituale, così saranno quei ragazzini e giovani che, con i sacramenti che riceveranno, saranno per la nostra comunità un’autentica primavera dello spirito. E’ un miracolo che si rinnova sempre e che non deve mai trovarci distratti o presi dal quel sentimento di scontata abitudine: ci perderemo i sorprendenti doni del Signore. La quaresima-primavera dello spirito ci avverte che la vita ha sempre la meglio, è preludio dell’estate, del raccolto, della gioia di sentirci accolti da questo mistero che si rinnova ogni anno e mai uguale a se stesso. Penso a questi ragazzi e giovani in questo accedere al Mistero di Dio, un cuore che si allarga per contenere, braccia che si tendono per accogliere e stringere, Vita che rinnova la vita. Viene detto spesso che i giovani sono il nostro futuro proprio perché sono la primavera della nostra comunità: io credo che gli stessi sono ancor più il nostro presente e che proprio per questo ci interpellano come adulti, guardando incuriositi alla nostra vita di fede, desiderosi che anche noi ci possiamo unire alla loro di primavera. Solo così possono sperare che tutto questo non sia un inganno e che anche per loro ci potrà essere un’estate con la gioia del raccolto. E’ proprio bella la quaresima se la viviamo in questa straordinaria prospettiva che mostra con innata naturalezza il legame tra umano e divino, tra la terra e il cielo con una disarmante semplicità. Capiremo così la misura del tempo che con i suoi ritmi di stagione rivela qualcosa dell’anima. In questo tempo non pensiamo al raccolto ma volgiamo lo sguardo alle premesse e promesse che la primavera dei nostri ragazzi ci rivolgono. Non calpestiamola: è da sotto una terra apparente brulla e smorta che i germogli si preparano ad uscire. Don Luciano