Un anno nuovo è arrivato tra botti (non tanti stavolta) e la solennità di
Maria Madre di Dio. Si è fatto festa per un nascente 2017 con veglioni e
cene, giustamente. Anche questa del capodanno è una occasione per incontrarci
con amici e parenti e attendere lo scoccare della mezzanotte. Ci
si fa gli auguri, sempre con la speranza che il mondo cambi, che cambi
veramente. Lo speriamo sempre… Poi i giorni passano, le feste finiscono
e si ritorna alla “normalità” con le sue cadenze quotidiane. Ma, come
succede per altre importanti festività cristiane, anche il primo di gennaio
è diventato qualcos’altro rispetto a quello che dovrebbe essere.
L’assunzione di Maria è diventata ferragosto, la festa di Tutti i Santi è
stata soppiantata da halloween, il Giorno del Signore in weekend. la Solennità
della Madre di Dio in giorno del recupero del sonno e dagli eccessi
notturni e la solennità dell’Epifania di Gesù scambiata per il giorno
della befana… Certo che ce la mettiamo tutta a rovinarci con le proprie
mani. Non che ciascuna persona deve per forza pensarla come noi, ci
mancherebbe, ma mi ostino a voler parlare ai cristiani. Cosa ci guadagniamo
a svendere il nostro patrimonio di fede che si esprime nella liturgia
con le sue tappe e la sua pedagogia divina? Il bello è che poi ci lamentiamo
dei troppi mussulmani presenti, adducendo che prima o poi logoreranno
fino a strapparla la nostra identità e cultura italica (cristiana secondo
molti politici)! Ma quando mai! Ci riusciamo e ci riusciremo benissimo
da soli, anzi, abbiamo iniziato già a farlo. Viene da pensare, anche,
che sono i bambini che di solito si fanno male da soli perché non ne
intuiscono i pericoli. Chiediamoci: ma crediamo sul serio di essere cristiani
adulti? Per certi versi credo di sì, per altri qualche dubbio lo nutro
(chiedo venia). Ritornando al tema del titolo il primo giorno dell’anno è
consacrato a Maria Madre di Dio. Già nel IV sec. D.C. con il Concilio
di Efeso la fede della chiesa aveva maturato questa consapevolezza (non
l’altro ieri per intenderci). Per i cristiani, dunque, il primo giorno
dell’anno è dedicato a Maria dando alla festa il valore di solennità (come
Pasqua, Natale, Epifania etc…). E’ come dire che iniziamo l’anno mettendoci
sotto la protezione di Maria Santissima, Madre di Dio e Madre nostra. Questo per ricordare e rinnovare la consapevolezza che nella chiesa
non saremo mai orfani, che in Lei troviamo le nostri origini sia come
figli e fratelli tra noi e che in Lei troviamo il modello del discepolato e del
nostro essere e fare chiesa. Eppure tanti che si professano cristiani il primo
dell’anno credo lo abbiano trascorso “recuperando” forze e sonno. Ecco
perché non temo che i fratelli di altre culture e religioni ci rovinino la festa:
lo abbiamo già fatto noi (mi rivolgo sempre ai cristiani naturalmente).
Riporto il bellissimo inno in terzine delle lodi mattutine del primo giorno
dell’anno, lo stesso del giorno di Natale: Dal sorgere del sole/ s’irradi sulla
terra/ il canto della lode. Il creatore dei secoli/ prende forma mortale /per
redimere gli uomini. Maria Vergine Madre/ porta un segreto arcano/
nell’ombra dello Spirito; dimora pura e santa,/ tempio del Dio vivente,/
concepisce il Figlio. Nasce il Cristo Signore,/ come predisse l’angelo/ e
Giovanni dal grembo. Giace povero ed umile/ colui che regge il mondo,/
nella stalla di Bethleem. Lo annunziano ai pastori/ schiere di angeli in festa,/
cantando gloria e pace. A te sia lode, o Cristo,/ al Padre e al Santo
Spirito/ nei secoli dei secoli. Amen. In questo inno troviamo stupore, meraviglia,
gioiosa sorpresa per l’inaudita azione dello Spirito Santo. Respiriamo
ciò che siamo chiamati a diventare: dimora pura e santa, tempio del
Dio vivente. Questo è quello che in Maria la santa chiesa “regala” al cristiano
il primo giorno dell’anno. Pure a me che sono un “povero cristo” mi
sembra che nessun altro mi abbia fatto auguri così belli come me li ha fatti
quest’inno la mattina del primo gennaio pregando in attesa della Santa
Messa. Ed è quello che auguro a ciascuno di voi. Questa volta non solo ai
cristiani ma anche a tutti gli uomini di buona volontà.
Don Luciano